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26-09-2014

Agroinnova: “Contro il fungo killer del basilico gli agrofarmaci non sono la soluzione migliore. Servono trattamenti specifici ai semi, ricerca e tecnologia e la collaborazione tra centri di ricerca e aziende sementiere”


Il problema di questa vera e propria peste del basilico era già stato sollevato nel giugno scorso durante la “giornata a porte aperte” di  Agroinnova, il Centro di Competenza per l’Innovazione in campo Agro-ambientale dell’Università di Torino, che da tempo lavora a livello internazionale su questo tema, sperimentando nuovi metodi di difesa sempre più all’avanguardia e sostenibili e che, proprio per questo motivo, ha un punto di vista molto più articolato su quella che deve essere la risposta, non solo a breve termine ma a lungo termine, a questa minaccia.

La soluzione infatti non sta nell’impiego durante la coltivazione di nuovi agrofarmaci,  sostanze chimiche che, pur combattendo il patogeno, su una coltura come il basilico possono lasciare residui non graditi al consumatore, ma su trattamenti di concia dei semi, con mezzi fisici, naturali, biologici ed eventualmente chimici. Sono infatti i semi a diffondere il patogeno e sui semi si deve intervenire se si vuole salvare il basilico.